BREEAM e logistica industriale: perché la sostenibilità parte dall’involucro
Il settore della logistica è uno dei comparti edilizi in più rapida evoluzione dal punto di vista della sostenibilità. Investitori internazionali, fondi immobiliari e grandi operatori del settore chiedono sempre più spesso edifici certificati — e tra gli standard di riferimento, il BREEAM è oggi il più riconosciuto a livello globale.
Ma cosa significa concretamente ottenere una certificazione BREEAM su un polo logistico? E quale ruolo gioca la copertura in questo processo?
Cos’è il BREEAM e perché conta nella logistica
BREEAM — Building Research Establishment Environmental Assessment Method — è il sistema di valutazione ambientale degli edifici più diffuso al mondo, presente in oltre 80 paesi. A differenza di altri standard, non si concentra solo sull’efficienza energetica: valuta l’edificio in modo globale, analizzando materiali, acqua, rifiuti, salute degli occupanti, gestione del cantiere ed ecologia del sito.
Il risultato è una classificazione che va da Pass fino a Outstanding, e che oggi rappresenta un requisito sempre più comune nei capitolati di appalto per edifici logistici di nuova costruzione o riqualificazione.
Per chi commissiona un capannone logistico, la certificazione BREEAM non è un costo aggiuntivo — è un investimento che si traduce in valore dell’immobile più alto, accesso a finanziamenti green, attrattività per tenant internazionali e minori costi di gestione nel lungo periodo.
Il ruolo della copertura e della facciata
In un edificio logistico, copertura e facciata rappresentano l’involucro — ovvero l’elemento che più di ogni altro determina le prestazioni energetiche, il comfort interno e la durabilità della struttura nel tempo.
Dal punto di vista BREEAM, l’involucro incide direttamente su diverse categorie di valutazione.
Materiali e tracciabilità. Ogni componente installato — pannelli sandwich, membrane impermeabili, isolanti, lamiere — deve essere documentato in termini di provenienza, impatto ambientale e possibilità di riciclo a fine vita. La scelta di materiali con EPD (Environmental Product Declaration) contribuisce direttamente al punteggio nella categoria materiali.
Prestazioni termiche. Un involucro progettato con i giusti valori di trasmittanza termica riduce il fabbisogno energetico per riscaldamento e raffrescamento, incidendo sulla categoria energia. In un edificio logistico di grandi dimensioni, dove le superfici di copertura possono superare i 30.000-50.000 m², l’impatto di una scelta corretta dell’isolamento è significativo.
Luce naturale. I lucernari zenitali e le superfici traslucide, se correttamente dimensionati e posizionati, riducono il fabbisogno di illuminazione artificiale durante le ore diurne. Questo contribuisce sia alla categoria energia che alla categoria salute e benessere degli occupanti.
Gestione dei rifiuti di cantiere. BREEAM valuta anche come vengono gestiti i materiali di risulta durante la costruzione. Un cantiere ben organizzato, con separazione e tracciatura dei rifiuti, contribuisce al punteggio nella categoria rifiuti.
Cosa cambia per chi realizza la copertura
Operare su un cantiere con requisiti BREEAM richiede un approccio più strutturato rispetto a un cantiere tradizionale. Non basta eseguire bene il lavoro — bisogna documentarlo in modo preciso e coordinato con il BREEAM Assessor del progetto.
In concreto, per le imprese che operano su coperture e facciate industriali questo significa:
- Fornire le schede tecniche e le certificazioni ambientali di ogni materiale installato, incluse le EPD ove disponibili
- Garantire la tracciabilità dello smaltimento dei materiali rimossi, con bolle di trasporto e certificati di conferimento
- Tenere un registro preciso dei rifiuti prodotti in cantiere
- Collaborare attivamente con il coordinatore BREEAM per la raccolta della documentazione necessaria
Un’impresa certificata ISO 9001 e ISO 14001, con procedure interne documentate e un sistema di gestione ambientale strutturato, è già nella posizione giusta per operare su cantieri BREEAM senza stravolgere il proprio metodo di lavoro. Le certificazioni di qualità e ambientali non sono un requisito separato — sono la base su cui si costruisce la conformità BREEAM.
Il valore per il committente e per l’investitore
Un edificio logistico certificato BREEAM ha caratteristiche che lo distinguono sul mercato in modo misurabile.
Dal punto di vista del valore immobiliare, gli studi di settore evidenziano che gli edifici certificati ottengono valutazioni più alte e tempi di locazione più brevi. Per i fondi immobiliari e gli investitori istituzionali sempre più attenti ai criteri ESG (Environmental, Social, Governance), la certificazione è spesso un requisito minimo per l’inserimento del bene in portafoglio.
Sul piano operativo, un edificio progettato secondo i criteri BREEAM consuma meno, genera meno rifiuti in fase di gestione e richiede interventi di manutenzione straordinaria meno frequenti. Per un operatore logistico che gestisce uno spazio di 50.000 m², la differenza sui costi energetici annui è concreta e misurabile.
La sostenibilità nella logistica non è una tendenza passeggera. È una trasformazione strutturale del mercato, guidata da normative sempre più stringenti, da investitori sempre più selettivi e da operatori che hanno capito il legame diretto tra qualità dell’involucro e costi di gestione.
La copertura e la facciata non sono elementi secondari in questo processo — sono il punto di partenza. Progettarle correttamente, con materiali certificati e un metodo di lavoro documentato, è il primo passo verso un edificio che vale di più oggi e nei prossimi vent’anni.
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